Premessa: dovevo scrivere un post, non ho avuto tempo.
Siccome il tempo continua a mancare, subappalto questo incipit a voi :-)
Domenica ripasso, raccolgo i frutti del vostro lavoro (Muhahahahaha, latifondismo!) e posto la vera storia.
Le linee che tracciamo.
Cammino per la strada.
Fumo e vapore acque escono dalla mia bocca.
In verità non cammino, corro, ho il fiatone.
Sono un tipo sfortunato.
Volete una prova?
Beh, in questo momento sto cadendo al suolo.
Al tizio che mi ha steso devo dei soldi.
Molti soldi.
Lui è un idiota, quando urlo "Attento, dietro di te" si volta e mi offre la chance di darmela a gambe.
Credevo che queste stronzate funzionassero solo nei film.
Sto ancora gongolando quando, cinque passi dopo, mi schianto contro qualcosa della consistenza di una montagna.
È la compagna dello strozzino.
A meno che Samantha non si sia già operata: a quel punto sarebbe il suo compagno.
Mi alza per il collo, che stringe con una sola mano.
-Ciao Samantha!
- Ora mi chiamo Sam
- Ciao Sam, mi potresti rimettere a terra, soffro di vertigini...
Con lei\lui non attacca, c'è un cervello dietro a quella erculea massa muscolare.
John ci raggiunge.
- Scusa Sam, sai che è furbo!
- No, sei tu che sei idiota, John...
- Dacci la zampa di coniglio!
Dicono all'unisono, in un miscuglio inquietante di voci.
Non amo le persone fatte con gli stampi, anche se inevitabilmente pure io sono una di queste.
Perché abbiamo creato uno stampo per tutti e tutto.
Io sono il tizio che se ne sta in disparte, che non si interessa particolarmente di sport, strano e con un umorismo tutto suo.
Sono un tipo malinconico, uno di quelli che si mette a suonare per strada, uno senza peli sulla lingua.
Sono uno stronzo, un lupo affamato, un cane rabbioso, un cucciolo falso, una volpe poco scaltra, una talpa cieca.
Qualcuno mi da del pinguino.
Davvero assomiglierei a quell'umano?
Avrete notizie dai miei avvocati!
Sembro uno che sa molto, che non si vanta, un prete che cammina con il breviario in mano, un'idiota, un barbone alcolizzato.
Assomiglio a mio padre per carattere, a mia madre per le mani e per gli occhi, a mio zio per il resto del volto, a mio nonno per l'altezza ( per la mia famiglia un metro e settanta sono un evento raro), a mia nonna per la parlantina.
Tutte cose che mi sono state dette nel corso degli anni.
Quindi, sono un essere in funzione degli altri, di quello che pensano di me.
Eppure...
Com'è che non è così?
Non riesco ad arrendermi a questo, credo ancora di essere io a plasmarmi, in virtù del libero arbitrio.
Ma esiste davvero, il libero arbitrio?
Non sono condizionato da tutto ciò che ho fatto, vissuto, letto, parlato, studiato, mangiato, bevuto e respirato, quando compio un'azione?
Ho paura di questo.
E, ripensandoci rido di questo.
Sono arrivato a scrivere di ciò pensando: io odio chi etichetta gli esseri umani, le etichette vanno bene per i prodotti al supermercato, per sapere se sto per bere H2O o HCl.
Io stesso ho "scoperto" una di queste categorie: scrittori e non.
-Ehi Carta, mi puoi passare gli appunti di storia dell'arte?
-Quali appunti?
-Dai, non fare l'idiota, hai scritto tutta l'ora!
-Non stavo prendendo appunti...
-E che scrivevi allora?
-Ciò che mi passava per la testa...
La reazione.
Ok, tralasciate i troll.
Oppure guardatevi Troll 2 un Filmbrutto come pochi.
La voce si sparge, un paio di persone vengono a chiedermi:
-Cosa scrivi?
-Di tutto. Se voglio scrivere di un clown che si risveglia in un campo minato o di un bambino in triciclo ( e no, non era MaiMaturo, anche se...) che prende una multa, lo faccio.
-Perché scrivi?
-Bisogna che ci sia un perché per tutto?
-Sì
-Allora lascio a voi il compito di trovarlo.
Scusa Vonnegut se continuo a fregarti frasi, per giunta tutte da Ghiaccio Nove.
Uno è arrivato a domandarmi se:
-Non scriverai cose contro la società?
Per un momento mi sono chiesto se per caso ero caduto in buco dimensionale, che mi aveva trasportato in un libro di Orwell.
Mi capita di farmi queste domande quando la psicopolizia viene a farmi toc-toc.
Riconquistata la realtà, decisi di rispondere nel modo più cordiale possibile.
-Ma che cazzo di domanda è?
Giuro che ci ho provato.
Un vecchio amico, l'unico, tra parentesi, interessato a cosa scrivo e non al fatto che io scrivo, mi chiese:
-Ma dopo che tene fai? Le metti su un sito, non sto dicendo che ne valga la pena, beninteso, o le lasci ad ammuffire?
Dannati!
Riposi la spada tanto tempo fa, ma è ora di levar la polvere dall'elsa e saziare la lama con il sangue di mille pixel virtuali!
Non volevo questa guerra, ma la tolleranza è davvero la maschera dell'odio!
Ma ai Captcha venderò cara la pelle!
Non morirò sotto le parole sconnesse che mi lanceranno come frecce!
Le loro lame fatte di vocali e i loro consonantici non scalfiranno la mia armatura!
Che Cerex mi sia testimone, non sarò di certo io a ritirarmi!
E con questo post, composto in gran parte da punti esclamativi, offro la mia lealtà all'Hombre.
Che se loro hanno dalla loro parte il cavaliere errante Kisciotte, io, in virtù della mia follia, volentieri mi nominerò barone.
La Carta di Münchhausen.
P.s.: Ora attendo lei, Kisciotte, e la sua Sindrome di Tourette nella zona commenti. Ho già sellato il mio cavallo senza testa ( perché di riattaccarla non sono stato capace, io con ago e filo faccio schifo) e preparato una palla di cannone, in caso necessitassi di una via di fuga rapida.
Non si può affogare così.
Aspettare, aspettare, aspettare, aspettare, aspettare, aspettare, ma assolutamente non agire.
Ora basta.Devo assemblare un computer, ma non so neanche da dove cominciare.
Ma questo non mi fermerà più.
La pausa sigaretta salta, ma non me ne importa.
Anche se scrivere con il contagocce non mi piace, già perdo il filo normalmente, figuriamoci se scrivo a più riprese.
E poi vendono le ciambelle a 80 centesimi...
No! No! No!
Carta concentrati!
Ma le ciambelle, ciambelle, ciambelle, ciambelle, ciambelle, ciambelle, ehi guarda quella che davanzale, ciambelle, oh le è caduta la penna, ciambelle, ciambelle, la raccoglie, mi pare ovvio, taci tu, osserva le sue grazie, ciambelle, se ne va, non male anche dietro, ciambelle, si sembravano due ciambelle, morbide, profumate, ripiene, ciambelle.
Anf! Pant! Altre onomatopee che simboleggino una stanchezza psico-fisica! Sgrunt!
Forse avrei dovuto seguirla, invece che rimanere qui a scrivere...
Magari mi offriva una ciambella!
Si parlava di affogare?
Ah no, giusto, di pinguini.
Ebbene, io di pinguini non so un cazzo.
E di molte altre cose, ma di pinguini proprio non so nulla, neppure se alloggiano in igloo subaffittati agli eschimesi, o se invece vivano al Polo Sud leggendo Lovecraft.
Vuoto totale.
Quando ero infante (qualcuno potrebbe dirvi che lo sono tutt'ora, come dargli torto) una zia che non avevo mai visto, ma che mi dissero giungere da quel luogo (tutt'ora) sconosciuto dal nome di "provincia di Torino", mi porto una dozzina di libri di Pingu.
Undici da colorare, uno da leggere.
Non lo avesse mai fatto!
Passai l'estate successiva disperandomi alla ricerca di informazioni riguardanti il colorito del manto di foche, trichechi, orsi polari e, inevitabilmente, pinguini.
In particolare, ho sempre avuto un pessimo rapporto con la televisione: a tre anni tentai di usarla come appiglio per la mia scalata del mio personale Everest, la mensola; in risposta, lei decise di franarmi addosso.
Ben presto scoprì che, oltre che del verso del coccodrillo, ai giornali non fregava niente neppure del colore degli animali del Circolo Polare, Artico o Antartico qualsivoglia.
Nello sconforto più totale, stavo per arrendermi, quando a scuola decisero che era tempo che noi imparassimo a leggere.
Così presi il libro di Pingu e lo sfoglia, decifrai pian piano i caratteri, ricomposi parole, frasi, periodi, fino ad ottenere parte delle informazioni che cercavo.
E poi lo rilessi, per capirne la storia.
E ancora, per dargli un senso.
Ed alla fine non mi fermai più, ancora oggi passo da un libro ad un altro, per interesse, per sfizio, scegliendo libri a naso, letteralmente, cercando ancora quel buon profumo di carta stampata che avevano "Le avventure di Pingu".
E da lì, il pinguino trasmutò.
Divenne per me simbolo e incarnazione dell'incompletezza, con quel suo zampettare da ubriaco e la sua incapacità nel volo.
Con qualche eccezione...
Ma l'incompletezza non è ignoranza.
L'ignoranza è l'assenza di desiderio di ragionare ( e quindi capire, realizzare, persino sognare).
Il fatto di esser cosciente di avere un vaso vuoto è ciò che mi spinge a riempirlo.
Di terra, gentilmente offerta da un sistema scolastico che tira un po' la cinghia, e di tanta, tanta, tantissima merda, che ho accuratamente cercato lungo tutto il sentiero della mia vita (e no, ciò non significa che sto scrivendo sotto gli effetti di funghetti, anche se, a dire il vero, non avevo mai notato quante dita abbiano le mie mani. E quante falangi!), nonostante il disgusto di certi o il pudore di altri, ignorando il coro di gran voci che mi diceva che mandavo tutto il lavoro fatto a puttane.
Sono fermo convinto che, se mai i semi della mia cultura germoglieranno, il merito dovrà essere diviso a metà.
Non sono così arrogante da dire che alla scuola non devo nulla.
Ho imparato molte cose, anche se davvero poche facevano parte del mio percorso didattico, almeno credo.
Ho appreso che tutti sbagliano, a nessuno piace essere corretti.
Che i vizi sono considerati tali in gran parte perché sono divertenti.
Che amicizia e amore esistono, sebbene siano stati lobotomizzati e resi più accessibili.
Che iniziare il rapporto con una donna con la frase: "Ti amo e vorrei dei figli da te" può portarlo ad una repentina fine o ad avere una lunga esistenza.
Che odiare un essere umano che dal lunedì al sabato si fa il mazzo per te, è stupido.
Che le fotocopie in aula computer sono gratis.
Che uscire da una classe con un sorriso stampato in faccia dopo aver preso un quattro è possibile, se nelle note a piè pagina trovi scritto "Credo tu sia uscito dalla traccia, ma non ne sono sicura".
Che perdo troppe volte il filo del discorso.
Che mi piace scrivere così.
"Ombrosa non c'è più. Guardando il cielo sgombro, mi domando se sia mai esistita. Quel frastaglio di rami e foglie, biforcazioni, lobi, spumii, minuto e senza fine, e il cielo solo a sprazzi regolari e ritagli, forse c'era solo perché ci passasse mio fratello col suo leggero passo di codibugnolo, era un ricamo fatto sul nulla che assomiglia a questo filo d'inchiostro, come l'ho lasciato correre per pagine, zeppo di cancellature, di rimandi, di sgorbi nervosi, di macchie, di lacune, che a momenti si sgrana in grossi acini chiari, a momenti si infittisce in segni minuscoli come semi puntiformi, ora si ritorce su se stesso, ora si biforca, ora collega grumi di frasi con contorni di foglie o di nuvole, e poi s'intoppa, e poi ripiglia ad attorcigliarsi e corre e corre e si sdipana e avvolge un ultimo grappolo insensato di parole idee sogni ed è finito"
Avvia il computer.
Schiaccia pulsanti a caso.
Nulla succede.
Spegne.
Riaccende.
Niente cambia, alla faccia di Eraclito.
Si guarda intorno, ma non c'è nessuno disposto ad aiutarlo.
Ancora colpi di polpastrello, impressi con la forza di un maglio, sulla tastiera.
E poi, improvvisamente, l'illuminazione: CTRL+ALT+CANC!
Non sa di preciso a cosa potrà servire, ma porco cristo, a qualcosa farà!
Mai la macchina sconfiggerà l'uomo, novello John Henry, vai e vinci per tutti noi.
Ok, questa sembrava una sigla da cartone animato alla Cristina D'Avena, pensa.
Compare una finestra, lui pigia i pulsanti con rinnovata forza, decisione e una punta di disperazione.
Inizia a sudare, sente gli occhi di tutti addosso.
Inevitabilmente, sbaglia.
Non se ne accorge, nessuno reputa opportuno avvisarlo.
Quindi, imperterrito, avanza tra pop-up e altra roba a cui l'autore non sa, né osa, dare un nome.
Ad un tratto, compare un messaggio: "Fuga nell'aldilà all'alba di Babilonia".
Per la sorpresa, non s'accorge d'urlare: "Ma che cazzo fai!?!", scatenando risa di scherno e sguardi di compassione.
No, a dire il vero, quest'ultimi no.
Era solo un espediente letterario.
Ergo, questa volta, le cazzate sono lecite.
Medita su di ciò, mentre si volta, paonazzo, rammentando i tempi in cui anche lui era d'altra parte della barricata.
"Fottetevi tutti!"
Si rigira.
Chernobyl fa da salva\schermo.
"Fanculo! Fanculo! FANCULO!!!"
Pecca d'originalità, ma il messaggio passa.
La rabbia muta in disperazione, la disperazione in rassegnazione, la rassegnazione in umiliazione, l'umiliazione in rabbia.
Tutto perde d'importanza, tranne questo loop emotivo , che accelera, sempre più, formattando il suo raziocinio e ripristinando file primordiali zeppi di pazzia, che infettano la sua mente in un climax virale.
Mille emozioni sconvolgono il suo volto, come se ognuna combattesse per ottenere il diritto ad occupare un appezzamento di viso, deformandolo in un grottesco sorriso.
Si alza.
Corre.
Si getta dal terzo piano.
Silenzio.
Un alunno si alza, si avvicina alla finestra, guarda in basso verso il corpo esamine ed urla:
"Prof! Ha provato ad attaccare bene la spina della corrente?"
Ho fatto un viaggio spirituale.
Dalla campagna a casa mia.
Fermandomi al bar, lo ammetto.
Ho assunto droghe: le solite ( alcool, fumo, qualcosa di simile), nuove ( marshmallow a forma di puffo, danno dipendenza), vecchie che avevo deciso di abbandonare ( arroganza, odio immotivato, saccenteria e altre cose che fanno di me un povero stronzo).
Ho letto un libro.
Ghiaccio 9, di Kurt Vonnegut.
Ora mi sento, dopo anni, vicino alla religione.
Ho avuto il mio vin-dit.
Forse sono un bokononista.
Ma Bokonon direbbe: " Chi non lo è?"
-Cosa hai fatto quest'estate?
-Ho respirato, ad intervalli regolari.
Venti, trenta volte al minuto; anche quaranta, talvolta, ma non voglio darmi delle arie...
Mi sono posto delle domande, niente di eclatante.
Non è che mi interessi molto chi sono, probabilmente non mi piacerei.
Ho ricevuto risposte, le più stupide da me stesso e dal magico essere che vive nel fondo dei bicchieri.
Alcuni quesiti li ho lasciati per voi:
1) Perché i cartoni animati per bambini fanno così schifo? Che fine ha fatto Pingu?
2) Perché non riesco a sconfiggere Luca Blight in Suikoden II?
3) Perché quando faccio un elenco di domande non ricordo cosa dovevo scrivere e, quindi, mi ritrovo a dover riempire gli spazi con le prime due cazzate che mi passano per la testa?
E, per finire, due grandi rivelazioni:
1) Ho scoperto che gli indici dei miei piedi ( hanno un nome particolare? ) sono più corti dei miei alluci.
2) La birra vecchia non fa buon brodo, provoca una violenta diarrea.
Perché Rousseau mi fa una sega.
E se non l'hai capita, non disperare, che tra un po' rincomincia Colorado.
Caro lettore,
scusa per l'arroganza e il difetto di forma ad'inizio lettera, ma certe cose non te le puoi tenere dentro.
Capita a tutti di copiare, l'ispirazione è solo un collage di ricordi, tutto ciò che c'era da dire è stato detto, di tutto ciò su cui c'era da ridere ne è stato riso, la reinterpretazione ( parola che avrebbe fatto incazzare il buon vecchio Carlin) della comicità passata e altre stronzate varie.
Si potrebbe tirare in ballo la storia del cinema, costellata di "copia-incolla", o fare sofismi sul fatto che anche una parte della letteratura classica, la Letteratura Romana, è basata su "eredità" precedenti, non innovazioni.
Che, in fondo, gli "Annales" esistevano già, anche se con fini differenti.
Ma è, appunto, un'argomento fallace.
Qualunque classicista della menga potrebbe dirmi:
" Satiro, proprio tu dimentichi che tua madre nacque in Roma?"
Io non dimentico nulla.
Per questo non sono qui a giustificarmi.
A questa mia postilla ho dato nome di "confessioni", ma non sono in ricerca di assoluzione.
Di fatto, come Dostoevskij nei suoi "Racconti dal Sottosuolo", non mi aspetto che questi scritti siano letti.
Tutt'altro, la mia intenzione è di bruciarli, buttare sale sulle loro ceneri, bere qualcosa di forte ed usare il metodo Stanislavskij per recitare un'opera unica su Kurt Cobain.
Potrei chiedervi scusa, vi dico vaffanculo.
Dovrei tentare di salvarmi la faccia, ma preferisco aprirvici un nuovo orifizio.
E sono sicuro che sarebbero molti ad accettare le mie balle, solo per non vedere infranta la loro immagine di me.
Un tizio, tale "La Carta", mi scrive:
"Sinceramente non me ne frega un cazzo di te, però almeno copiavi da gente brava, non come quei "comici" stile Mediaset, tutto rutti, scoregge, tormentoni, culi e tette"
Trovo molto bello essere apprezzati, grazie.
Ma, forse, anche tu non sei tanto meglio di quelli che critichi, fai un'esame di coscienza.
Rutti e scorregge ti fanno ridere, lo fanno anche a me.
Culi e tette, beh, aver Youporn nei siti preferiti, è già esplicativo di per se.
(Cazzo devo trovarmi una ragazza, NdR)
Per i tormentoni, forse non lo hai notato, ma io lo sono diventato.
E scusate la rima, ma dava un tocco di musicalità.
Scommetto che ora vi si è inculcata in testa, domani andrete in giro canticchiando questo mio piccolo Haiku.
Ora tu che mi difendi, ora Tizio che mi accusa, ora Caio che mi biasima, ora Breivik mi prende d'esempio. Ma questa è un'altra storia.
Ed ora il punto, finalmente, il mio testamento per il futuro.
Smettetela di parlare di me.
Dimenticatemi.
Gettate nell'oblio tutto ciò che ricorda il mio nome.
Vi prego, si avete sentito bene, sono in ginocchio e non chiedo manco un posto al governo in cambio.
Solo non usatemi per alimentare la vostra guerra.
Perché è di questo che si tratta.
"Chi dice che l'Italia è il più grande Paese del mondo" VS "Chi dice che l'Italia fa schifo, insieme a tutto ciò che produce".
Forse avrei dovuto usare un acronimo.
"Colorado", "Zelig", "Striscia la notizia" mi fanno cagare il cazzo.
Voi sarete delusi da me, da cosa ho fatto, e direte che la comicità in Italia è morta.
Posso vedere le vostre labbra che si fermano di colpo, voi che sbiancate e pensate: "Cazzo, m'ha beccato".
Cazzo, anch'io sono stanco di avere nemici.
Ma, cristo di un dio, se volete vedere Hicks,
guardate Hicks, non me.
Infine, vorrei citare un'altra volta La Carta, di cui ho trovato un commento intelligente ( raro, non sapete quanto) , in un post molto più intelligente, che parlava di una cosa simile a ciò che ho tentato di argomentare ( anche se ammetto di essere stato un po' confusionario; ma sapete com'è, con Hemingway che ti aspetta dall'altra parte, ti viene un complesso di inferiorità).
La musica ,come la comicità, italiana non è morta, ma invece di cercarla, preferite combattere le vostre stupide battaglie.
Questo file è stato ritrovato scritto su di un I-pad ( antica "tavolozza d'argilla", NdR ) due settimane fa, in un sito archeologico in zona Rimini (Italia), antica città, famosa nel XXI° secolo per le sue acque verdi e per gli assorbenti galleggianti.
Si trovava affianco ad un cadavere mummificato, che si suppone appartenga al narratore, tale Daniele Luttazzi, comico finito nello scandalo a seguito di accuse di plagio.
Il cadavere è stato ritrovato con una pistola nella mano destra.
Delle volte ti ritrovi a contemplare un'opera da vicino, molto vicino, estremamente vicino.
Sì, insomma, sei inciampato quattro secondi fa in un filo a terra, hai barcollato tentando invano di salvarti dall'inevitabile, solo per poi ritrovarti a venti centimetri da un disco originale di Coltrane.
In un attimo ne contempli la copertina, guardi le incisioni sul trentatré giri, leggi il titolo:"Bye Bye Blackbird".
In un'infinitesimale frazione di secondo, i tuoi neuroni provano ad associare quelle parole che hanno appena raggiunto la memoria a breve termine, a qualcosa di archiviato in quella a lungo termine.
Casualmente ti balza alla mente "Blackbird" dei Beatles e quella volta che l'hai suonata ad una ragazza al chiaro di luna, lei che dice di smetterla di suonare roba vecchia e ti chiede "La canzone del sole", tu che, tra il deluso e l'incazzato, le fai presente che le due canzoni sono uscite a tre anni di distanza ('68 - '71) e che non sei un cazzo di juke-box.
Che poi manco sai farla quella fottuta canzone.
E poi le tue labbra iniziano a formare la parola "fanculo", un po' per il ricordo, un po' per il fatto che stai per occupare lo stesso spazio fisico di una vetrata anti-proiettile con la faccia..
Il mondo, che per un po' ti era parso rallentato, come se gli ingranaggi del tempo fossero inceppati, riprendere a scorrere con la sua solita indole.
Tu ti schianti e rimbalzi all'indietro, cadendo con una posa simile a quella del protagonista di Assasin's Creed.
Solo che invece di un covone di fieno, morbido, caldo, e con quell'odore fragrante che inevitabilmente ti fa pensare allo sterco di cavallo, ad aspettarti, trovi il freddo cemento.
Ti rialzi, intontito ma illeso, ti guardi intorno e non c'è nessuno.
Ti chiedi se stai vivendo un'esperienza pre-morte, oppure se, dalle sette di sera, in una mostra nascosta meglio dell'armadio che porta a Narnia, solo tu potevi capitarci.
Rasoio di Occam, scelgo te!
Esci fuori e trovi il vecchio amico che ti aveva consigliato di andarci, più che altro per scroccarti una sigaretta e un paio di di birre appena finisce il turno di sorveglianza della sopracitata esposizione.
- Allora Carta, piaciuta la mostra?
- Sì, mi rimarrà a lungo impressa in testa.
- Birra?
- Birra.
-...
-...
- Come mai così poca gente?
- Hai già dato la tua spiegazione qualche riga fa, ma se vuoi una seconda opinione...
- Il tuo commento mi pare pleonastico...
- E tu sei uno pseudo-intellettuale. Comunque: la mostra dovrebbe essere chiusa da una settimana, ma dato che questi stage scolastici devono durarne almeno tre, una tizia si è ritirata all'ultimo, al municipio svolgo un lavoro della rilevanza di una manovra finanziaria, il caldo, le cavallette, la maledizione di Tutankhamon, che al mercato mio padre comprò.
Insomma, è andato un po' tutto a puttane.
- E la tizia "Culo-A-Mongolfiera"?
- Lì!
( Indica un murale, rappresentante una mongolfiera rovesciata ed antropomorfa, dalle sembianze vagamente femminili ).
Professore: " (...) Situazione molto simile a quella di Liu Xiaobo, vincitore del premio Nobel per la pace, il quale non ha potuto ritirare lo stesso in quanto dissidente politico..." Sara: " Scusi prof..." Professore: " Sì, Sara?" Sara: " Ma il premio Nobel per la pace, non lo aveva già vinto Ghandi?"
Raccontai l'accaduto al bar in compagnia di un paio di amici pseudo-intellettuali.
Uno stava disquisendo sull'incertezza generale, partendo da un accenno alla geometria non Euclidea, per poi abbracciare la fisica e teorizzando un legame di casualità nelle certezze empiriche.
L'altro si interrogava sui pericoli di incendiare una scoreggia dopo aver fermentato nel proprio stomaco un buon quantitativo di Dom Pérignon.
Quest'ultimo era presente all'evento, quindi, appena cominciai un preambolo abbastanza lungo che mi portò a raccontare la conversazione riportata ad inizio post, iniziò a sogghignare sotto i baffi alla Fu Manchu, fatti crescere in seguito ad una scommessa persa.
Finimmo per raccontarci altre stronzate sentite dire da altri o dette da noi stessi ( proporre ad una ragazza, per scherzo, di scappare da un bar senza pagare il conto, solo per poi sentirsi appoggiata alla spalla la mano del proprietario che, con tono minaccioso, ci auspicava di non provarci nemmeno, ad esempio) ed ordinare un altro giro di birre.
Che poi, non è che io o loro siamo 'ste grandi cime.
Mi pare di sentire i lettori ( quali lettori?) dire: " Non ti preoccupare, l'avevamo notato".
Ho un quoziente intellettivo di 126.
Che è un po' come dire di una scimmia: " Prima di lanciare merda verso i visitatori, la comprime fino a farne una palla, per avere più probabilità di centrare il bersaglio".
Ok, interessante, ma neanche troppo.
Una sola mossa falsa, amico.
Solo una cazzo di mossa.
La differenza tra me e Sara?
Non la so con certezza: forse è una questione di estrazione sociale, psicologica, magari è quello spirito leggermente bifolco che distingue noi abitanti delle montagne, forse il fatto che lei sia anche abbastanza figa, di conseguenza non è mai stato di parole che io abbia desiderato riempirle la bocca.
Il dialogo è il cibo della mente.
E per dialogare bisogna essere in due ( casi di bipolarismo a parte).
La scuola non aiuta.
Si impara per la maggior parte del tempo nozioni a memoria, ci si destreggia con i bigliettini tutt'al più ( ad esempio non ho mai imparato a scrivere "tuttalpiù" in modo corretto).
Sara dimostra talento in ciò.
Anch'io se per questo ne faccio uso, ma di fronte al genio, non ci si può confrontare.
"Ho visto interi papiri nascosti in posti che
nessun umano potrebbe mai immaginare,
soluzioni sfrecciare fino ai bastioni di Orione.
E tutto questo andrà perduto
come un'aforisma di Oscar Wilde
nella pioggia..."
Forse dovremmo cadere più spesso e riconsiderare tutto da un altro punto di vista.
Un mondo confortevole, per chi si gioca bene le carte, soprattutto quando comunque si ha una mano discreta.
Bisognerebbe perdere più spesso quando si fa un bluff, bisognerebbe essere derisi dall'avversario, sentire la vergogna e accorgersi della propria stupidità, ostentata nei turni precedenti, che ci ha portato a scoprire il fianco.
Capire che un paio di occhiali da sole non servono ad un cazzo, tranne che a farti sembrare un idiota, dato che il tavolo è in penombra.
Comprendere se stessi, sopprimere se stessi, resuscitare se stessi, dimenticarsi di se stessi.
E ora non so più se parlo di Sara o di me o di tutti o di nessuno.
Ma ciò che scrivo ora, sebbene sia una visione del mondo distorta, come se guardassi la partita attraverso un bicchiere di Jack Daniel's, mi piace.
Ciò, per me, conta.
La Carta: " Sei mai stata a Firenze, Sara?"
Sara: " Sì, una volta ho visitato la Torre di Pisa..."
- La telecamera inquadra i piedi del protagonista che corre, respiro ansimante in sottofondo.
- La telecamera sale, inquadra il volto, zoom sul profilo, zoom sull'occhio destro.
_ Voce narrante ( protagonista) _ :
" Ti addestrano a fare tutto e a farlo bene. Ti rendono indifferente a situazioni che farebbero impazzire qualsiasi altro Hijo de la gran puta, ti rendono inumano. O almeno ci provano.
E poi, un giorno, scopri che tutto non è servito a un cazzo."
- La telecamera fa un primo piano del volto, il protagonista ora parla direttamente verso gli spettatori.
"Sono arrivati e loro, beh loro, si insomma, sapete com'è, cioè... sì, ehm, è... è terribile... cioè loro si muovono lateralmente, in file regolari... e, sì beh, noi si voleva farli fuori come Cristo comanda ( vedi fine articolo, N.d.R.), alla vecchia maniera, in tre dimensioni, ma poi, sapete com'è, il budget governativo, i piloti soffrivano di una, ehm, ( corruga la fronte, il tono diventa quello di un reporter che legge una notizia scritta con i piedi sul gobbo) forma di allergia alle altitudini elevate ( non semplici vertigini, N.d.R.)... e così, anche con spirito sportivo, sì sì, che qui in America siamo fighi, battiamo il nemico sul suo campo, con le sue stesse armi, cazzo sì, noi si è optato per il 2D!!!"
_ Inno degli Stati Uniti in sottofondo _
- La telecamera stacca sulla bandiera U.S.A e compare in evanescenza il titolo del film:
SPACE INVADERS
E questo è solo il trailer...
Il solito protagonista.
Avvolto da un'alone di mistero, tutto complessato, che viene a dirti che lui non ci doveva finire in questa fottuta guerra ( anche se si è arruolato volontario nei primi minuti del film, perché è così che fanno i Very Truth Fucking Americans, cazzo).
E questo titolo nobiliare non ha nessun senso, cazzo!
Per questo è Very Truth Fucking American!
Not So Very Truth Fucking American,
ma ci lavoreremo su!
Ovviamente ci va la figa di turno.
Sarà una castana, figa, con dei bei occhioni, figa, di bella presenza, figa, figa, con grandi capacità recitative ( si gira, soffoca a stento una risata), figa, si scoprirà ad amare il protagonista, figa, figa, figa, avrà una scena ambigua con un alieno, il quale si suiciderà scoprendo di non poterla sodomizzare, in quanto può muoversi solo verso destra\sinistra, ma non avanti e indietro.
Ho detto che sarà figa?
La prescelta secondo i potenti mezzi di
di Google Immagini.
Il compagno sfigato, ma simpatico, ma anche no.
Immancabile la morte, ma questa volta sarà nei primi cinque minuti.
Nel campo d'addestramento.
Per un colpo a di fucile Super Liquidator ( era allergico all'acqua, sì veramente).
Quinta scena, tempo di morire.
Segnatevelo da qualche parte.
Preparate i pop-corn.
Il generale cazzone, come potrebbe mancare?
Guiderà l'assalto e, in un momento dall'aura tragica, tipo "ora-è-tutto-finito-non-c'è-più-niente-da-fare-a-meno-che-ovviamente-non-succeda-qualcosa-di-estremamente-fortuito-che-consenta-al-nostro-eroe-di-salvare-situazione", griderà. "La navicella madre, cazzo! Vale 5000 punti, brutti stronzi senza padre!!!"
Ah, è lui che ammazza il compagno sfigato.
"Chi cazzo ha parlato? Nessuno, eh?
Sarà stato qualche alieno del cazzo che si muove in orizzontale
come se avesse appena fatto sesso a tre con vostra madre e un palo della luce su per il culo!"
Gesù.
Forse non amerà più il suo prossimo, ma se la cava con il fucile.
Diventa il capo della resistenza, è l'unico a voler combattere in tre dimensioni, ma per colpa di quello che aveva detto a proposito dell'uguaglianza tra gli uomini, viene scavalcato.
Ci si pente sempre di quello che si dice da ubriachi, Cristo!
Gli alieni.
Se non altro, avranno tattiche migliori di quelli di World Invasion.
Avete presente la serie Malcolm?
Bene, togliete il carisma dei personaggi, le situazioni surreali ( un sedicenne che finisce arruolato in Afghanistan, un ragazzino che si scopre essere un genio della musica dopo aver preparato un organo con materiali trovati in casa, un uomo che cerca di costruire, e ci riesce, un robot che spara api killer e lo chiama "Lois 2") e degradate la comicità ad un livello così infimo che la visione del funerale dei vostri genitori, del vostro cane e della vostra nonna, si quella che vi fa sempre i biscotti e vi da cinque euro per il gelato ( birra), sarà uno spasso.
Con situazioni tipo figlia sfigata e incapace che però riesce per una volta in qualcosa ( corsa campestre, finendo investita da un cerbiatto, ma non illudetevi sebbene la componente surreale della cosa potrebbe offrire spunto per qualcosa di buono, riescono a sprecare il tutto banalmente), un figlio disturbato che è la brutta copia di Dewie e due cazzo di puntate su di un fottuto prete con una fottuta chitarra che canta boiate su Gesù.
Insomma fa davvero cagare il cazzo.
Questi vi faranno ridere...
... questi vi faranno venir voglia di non essere mai nati.
I Captcha
Perché devo stare venti minuti ad interpretare una lettera confusa, sfumata, deformata al punto di sembrare un numero per postare un commento che, in fin dei conti, è una minchiata?
Diamine, perché questo odio per i commenti spam?
Dai, che in fondo a tutti fa piacere ricevere la richiesta di matrimonio di una donna siriana o di allungamento del pene...
Lo spam è pace - Il Captcha è schiavitù - L'allungamento del pene è forza
Dopo aver letto questo post di faina, mi è venuto in mente che di film sui vampiri ne hanno fatti molti, troppi negli ultimi tempi, e che ne ho visto una buona parte. E così, voilà:
Dracula di Bram Stoker
Francis Ford Coppola prende in mano il capolavoro della letteratura, lo legge, lo fa recitare ad attori altalenanti ( ottimo Hopkins, pessimo Reeves, gnocca Winona Ryder) e mette un finale di merda che serve solo ad allungare la pellicola e dare due battute alla figa di turno.
Le notti di Salem
Stephen King "omaggia" il capolavoro di Stoker, scrivendo un buon libro, anche se fin troppo simile all'originale.
Si rifà nel racconto\preludio "Jerusalem Lot": crea una sorta di mito dietro alle vicende, come al solito non spiega un cazzo ed è surreale ben oltre il punto giusto.
Van Helsing
WTF?!?!?!?!?
Vampires
Come King, Carpenter riprende il classico romanzo, ma con un impronta più votata all'azione.
Buon film, sfrutta il casino sulla leggenda ( i vampiri in questo film non sono indeboliti dalle croci, possono entrare in casa anche se non invitati e non si trasformano) a favore della trama, peccato per il combattimento col vampiro originale troppo sbrigativo nel finale ( Valek è soppravissuto a più di un secolo e si fa fregare dalla luce del sole? Ops, questo era uno spoiler) e per James Woods, che facce da cazzone come lui, ne ha viste poche la storia umana.
Twilight
Tralasciando che, come già detto, nei secoli la storia dell'Homo Nocturni è cambiata varie volte, consentendo flessibilità agli scrittori che ne hanno trattato, qualcuno mi spieghi perché un non-morto dovrebbe accendersi come se avesse un neon ficcato su per il culo quando è a contatto con la luce del sole.
E come diavolo hanno fatto le persone che hanno incontrato il tizio durante il suoi 108 anni di peregrinazione a non notarlo? Davvero si bevevano la storia dell'anemia? O pensavano di essere in Metin 2, dove uno se è equipaggiato con roba seria, luccica come un cartellone pubblicitario di Las Vegas?
Il film mi ha insegnato che, delle volte, non esistono abbastanza insulti per descrivere ciò che l'uomo può creare.
Being human
Cosa poteva essere Twilight se non fosse stata una trovata per guadagnar soldi da coloro che credono che "Tre metri sopra il cielo" sia il film migliore dopo "Natale a ( inserire località a scelta)"?
Probabilmente qualcosa di simile a questa serie TV inglese ( lo sottolineo perché esiste una versione americana, remake, che è personalmente sconsigliata, a meno che non vogliate disquisire sul valore del termine copiare) che tratta le vicende di un vampiro, un licantropo e un fantasma e il loro tentativo di integrarsi nella società.
Melenso per i miei gusti, ma è innegabile la bontà del progetto, alcuni momenti valgono la pena della visione dell'intera serie la serie ( uno su tutti, il finale della seconda stagione)
L'ultimo uomo della Terra
Confondere gli zombie con i vampiri è grave, ma tutto il resto è un capolavoro.
Opera mastodontica di un tempo in cui i film italiani non erano sinonimo dei fratelli Vanzina.
Molto meglio del suo remake hollywoodiano ( "Io sono Leggenda") per ambientazione, atmosfera, recitazione, e finale. Cazzo, ma perché cambiano sempre il finale?
Nosferatu
Se non l'avete mai visto, dovete procurarvene una copia.
Forse non mi sono spiegato: ORA!
30 giorni di buio
Fulmine a ciel sereno nella banalità, ma anche no.
Sebbene propone un luogo atipico, il circolo polare artico, la situazione è la solita ( arrivano i vampiri, si pappano le comparse, il protagonista e combriccola si rifugia, piano in extremis e finale strappa-lacrime, anche se più che passabile in questo caso).
Aiuto vampiro
Può un libro della serie dei piccoli brividi diventare un buon film?
...
...
...
( momento di suspense)
...
NO, purtroppo.
Peccato, sarebbe stata una sorpresa gradita: avendo anche letto il libro, all'età di dodici anni, e ricordandolo come pessimo e infantile persino per una trama da college horror, avevo grandi aspettative.
Il personaggio di Crepsley si salva, anche grazie ad una buona recitazione, ma il resto è dimenticabile.
Ho ancora da capire perché quando un vampiro corre veloce diventa una chiazza di colore verde, arancione, giallo, viola, rosso, azzurro, lilla, bordo e chi più ne ha più ne metta, sebbene sia vestito totalmente di nero.
Intervista col vampiro
Pessima premessa, a mio parere, realizzazione magistrale.
Percorrere la storia di un vampiro, tra problemi, bevute in compagnia, bambine trasformate e tizi che camminano sui muri a ritmo di non ricordo quale canzone.
Se volete una recensione fatta bene, ne trovate una ( anche se del libro) di Sciuscia qui.
Anche perché adesso mi sono anche un po' rotto di scrivere.
Ho sempre amato i film. Dal più pessimo al colossal che sbanca il botteghino a colpi di fan boy, tutti ci insegnano qualcosa: tette grosse = protagonista femminile.
Ciò che non sopporto più sono i cinema; ma porco cazzo, veramente, io non trovo un buon motivo per andarci.
Anni fa ci portavo le ragazze, con l'unico risultato che per sentirmi dire: " Scusa, ho già un altro\ non sei il mio tipo\ restiamo amici\ allontanati o ti cieco con lo spray al peperoncino..." , mi toccava pure spendere dieci euro.
Decisamente un pessimo investimento.
Un'altra cosa sono le persone: troppe, rumorose e troppe. Non me ne fotte se il tuo biglietto dice. "fila B numero 7", il mio è un biglietto dell'ippodromo ma non vengo mica a romperti il cazzo.
Il pop-corn ha tenuto in vita questo rito di migrazione morente per un po'; ma non aveva fatto i conti con qualcosa: il testamento biologico del cinema, a.k.a. una nuova gestione.
E io di sopportarmi quella merda di "World Invasion" senza quel corroborante profumo di fritto, senza quel gusto salato, che, quando il film è pessimo, mi rassicura ricordandomi che l'infarto non è lontano...
Davvero non ce la faccio.
World Invasion:
Siamo alieni stracazzutissimi, con tanto di navicelle giganti e bombardamenti che Hiroshima succhia,
ma abbiamo deciso di avere punti deboli stupidi ed evidenti per rendere l'invasione meno impari
La risposta alla domanda:
-Cosa cazzo ci faceva la Bellucci ne "L'ultima alba"?-
- Ehi, non s'era detto di trovare un titolo intelligente?
- Sì, e allora?
-Ma seriamente vuoi iniziare così?
-Perché che ha di male? Conciso, chiaro, breve...
- Banale, superfluo e quel breve è sessualmente ambiguo.
-Ambiguo?
-Non s'era detto che si voleva scriver per amor della vagina?
-Ma va là, è da morti di figa aprire un blog per rimorchiare.
-Allora perché?
-Mah, ma che so, magari per esprimere le mie opinioni in modo che qualcuno le possa leggere e magari apprezzare. O magari per far ridere qualcuno, chi lo sa...
-Cazzate.
E fu così, dopo questa conversazione con una cassapanca sotto l'effetto di alcool, che decisi d'iniziare.
Probabilmente non durerà molto e probabilmente non sarà bello. Ma in fondo non me ne fotte un cazzo.
Scriverò ciò che mi viene in mente e metterò un paio di foto di figa, in modo da alzare le visite e sentirmi apprezzato.