Chi ascolta gli In Flames sa quanto sia particolare.
Gennaio se ne va, ne sono felice.
Non ho mai contato i mesi, e giorni e gli anni in vita mia.
Io sono quello che in classe chiedeva sempre la data durante i temi, suppongo abbiate conosciuto qualcuno così.
Sarei contento di sbagliarmi.
Ho aspettato tutto il tempo la fine: partirò per la Polonia il 26, grazie all'iniziativa "Il treno della Memoria" organizzata dalla Terra del fuoco.
Fino all'ultimo mi sono riproposto di non scriverne, ma è una ventina di giorni che non scrivo altro.
Ci sono cose di cui non parlerò su questo blog.
Ecco, è una di queste.
Mi sono concesso quest'eccezione per sbloccami, tutto qui.
Scusate.
In questo mese ne sono successe di cose.
Ho scoperto come si possa parlare all'infinito di una nave che affonda, sviscerandola fino alle valvole più corrose dalla salsedine.
Ma di questo ne ha già parlato Josef K., meglio di quanto farei io ora qui.
Ho visto Sherlock Holmes: Gioco di Ombre.
Non è male, ma non ho una particolare voglia di fare una recensione, arrivo subito al sodo: è un film da birretta con amici, si lascia gustare, alcune scene sono esagerate alcune divertenti, vi direi di scaricarvelo da Megaupload o di guardarlo su Megavideo ma non ci sono più.
Anche di questo ho già parlato e scritto e discusso, graziatemi dal farlo anche qui.
Ve l'ho detto che sono in blocco, quindi concluderò su questa linea: quella delle cose a muzzo.
Ho fatto un casino di visualizzazioni mentre non scrivevo, la cosa mi fa pensare.
Forse devo stare un po' più zitto.
Vabbè, concludo qui, con una carrellata di cose epiche che ho visto sul TuTubo.
Emo Philips, niente da aggiungere.
È talmente bizzarro che non ci riuscirei neanche volendo.
La versione cangiante di Micheal Jackson.
Ora ho vissuto.
Ringraziamo tutti in coro Cerex!
La versione originale di Pallar Anders Visa.
Edit ( Dieci-quindici minuti dopo la prima stesura) ( approvato dalla Donna Camel):
Ho battuto la testa raccogliendo una penna sotto la scivania e tra le bestemmie ho avuto un'illuminazione.
Rubo il lavoro alla Donna Camel ( scusa, c'è crisi ) e vi propongo un Eds: recensite qualcos'altro.
Le regole sono semplici, sono dettate da un trauma cranico, figuratevi:
1. Per qualcos'altro intendo qualsiasi cosa a cui normalmente non viene tributata una recensione.
2. Inventate una regola a vostra scelta, chi scrive dopo di voi decide se adeguarcisi o meno.
Linkate in fondo al vostro post le recensione altrui, le regole aggiunte, magari anche quelle che avete scartato, fate un po' come vi pare.
- Hombre con "Il peposo dei Fornacini", non mangiate sul post che si infilano le briciole tra i Pokemon.
- Ed ecco Menocchio, "una truffa ridicola", forse le figurine, forse l'iscrizione.
- To be continued, spero
Sono un po' in ritardo, ammetto anche di non aver neanche seguito gli altri blog ultimamente.
Non ho risposto ad un paio di commenti, anche se non ho potuto che compiacermi dello stupore di Hombre per la mia conoscenza dei cabinati degli anni ottanta.
Non ci sono più notizie sul film su Space Invaders, contando che il regista ha stuprato la mia infanzia con quella merdata di "G.I. Joe: La nascita dei Cobra", non so se rallegrarmene.
Ho letto "La Sonata a Kreutzer" di Tolstoj.
Peccato, è passato come acqua: insapore, incolore ed inodore, presto me ne dimenticherò.
Ho dovuto scriverne un commento, ho motivato la mia opinione dicendo che un uomo che va in carrozza ad uccidere la moglie dovrebbe trasmettere ansia non sonnolenza, che se hai letto "Memorie dal sottosuolo" di Dostoevskij ti aspetti che ogni volta che il protagonista sale su di un taxi, indipendentemente che sia trainato da cavalli o dalla sua destinazione, venga assalito da nevrosi del tutto simili a quelle che proverebbe trovandosi davanti a Cthulhu.
Ora aspetto il mio bel cinque e mezzo, perché potevo argomentare di più.
Cerco gente che venga a vedere l'ultimo film su Sherlock Holmes, qualcuno è interessato?
Ultimamente non trovo nessuno con cui andare al cinema.
Ci sono stati periodi in cui ci andavo quai tre volte al mese, una volta non ci sono andato per due anni, ora sono sei mesi.
Sono in crisi d'astinenza.
Pensavo di smettere di fumare, anche se forse non si può dire che quantitativamente abbia mai iniziato.
Mi ero detto che quando non ne avessi più sentito il sapore, il piacere, avrei appeso la sigaretta al chiodo.
Sono due anni, ho superato da poco il numero che credevo fosse il punto di non ritorno del gusto.
Sono a 53.
L'ho detto che erano poche.
Ho i piedi congelati, non mi è mai capitato.
Giuro.
Per un po' si andrà a rilento.
Non ci sarò molto a casa, quando ci sarò dovrò studiare.
Inoltre devo decidermi a non scrivere in entrambi i blog, ne esco svuotato e finisco a parlare di nulla.
Più del solito.
Semplicemente non dovrei pubblicare, ma non mi va di lasciare a 0 Gennaio.
Ogni mese merita la sua dose di boiate.
Vediamo...
L'ultimo dell'anno l'ho passato a girarmi i pollici.
Ma ero ubriaco, quindi la cosa non mi riusciva granché bene.
( Non capisco, batto sulla tastiera, ma una parola ogni due mi si anagramma sullo schermo)
Tornando a casa, un chilometro a piedi a temperatura -3°, parlavo con un mio amico del caso, al che prendo la bottiglia di vodka mezza vuota che si era portato da casa, mi giro e la lancio.
Centro in pieno un palo della luce a tre o quattro metri da me, la bottiglia va in frantumi.
Lui era troppo ubriaco per lamentarsi del buon alcool sprecato, io lo ero troppo perché l'ecologista che subaffitta il mio cervello si rammaricasse del fatto che quel vetro quando morirò sarà ancora lì.
L'unica cosa che sono riuscito a biascicare ridendo è stata: " Vedi, questo è il caos".
Ecologista, d'altro canto, lo sono sì e no.
È una di quelle ideologie che, anche se non lo ammette, è fondata su di una base di egoismo umano ( non umano egoismo, beninteso).
La maggior parte delle volte è l'uomo ad essere fottuto, la vita probabilmente continuerà.
Ovvio la BP non avrà il mio sostegno, né lo ha mai avuto il motore a combustione interna o la fusione nucleare.
Ma quando butto i filtri in un cestino invece che per terra, ho la correttezza di ammettere che lo faccio perché non posso soffrire l'impronta dell'uomo, non perché inquinano.
Non mi piacciono neanche molti ecologisti.
Che poi è una frase stupida: mi stanno sulle balle un paio di esseri umani, che casualmente sono ecologisti.
Che comprano scarpe della Nike e masticano ciunghe ( chewing-gum per intenderci, non so si chiamino così anche dovunque siate voi) come cavalli.
La Nike diventerà una azienda Toxic Free: ai bambini non sarà concesso di espirare e rilasciare anidride carbonica durante i turni di lavoro.
Nonostante la decisione sia stata presa solo dopo essere stati beccati con le mani nel sacco, sembra che sia stato perdonato loro tutto.
Almeno credo, sono passati quattro mesi e mi pare non sia successo niente: come per magia, le riserve d'acque intossicate sono scomparse, i buoni hanno vinto.
Ancora.
Vabè vado a buttarmi nel Gange, sogno erotico di questi due rincoglioniti che credono di poter salvare la Terra con Facebook ( almeno adottassero qualche albero), che però non considerano come in realtà l'indiano fiume non sia altro che un pisciatoio all'aria aperta, lavanderia pubblica, luogo di galleggiamento per stronzi di vacca sacra e cadaveri in putrefazione.
- Ehi, Carta, ci vieni al capodanno al palazzetto?
- Bah, non saprei, quanto viene?
- 30 euro
- Porca puttana, l'hanno scorso erano 20!
- C'è crisi...
- Appunto! Quanto cazzo deve pagare una povera anima per potersi ubriacare fino a dimenticarsi il proprio nome?
- Beh, c'è pure parecchia figa...
- Fatta!
E così che è iniziata l'Odissea, se non ricordo male.
Ma più che Ulisse, mi sentivo tanto uno alla disperata ricerca di una dose.
Che svarione, fratello!
- Ciao, hai ancora delle prevendite? No, le hai finite cinque minuti fa? Vabbè, fa lo stesso...
- Tu! Vendi mica prevendite come l'hanno scorso? Ti sei intascato i soldi e per questo se ti vedono gli organizzatori ti ammazzano? Capita, sarà per un'altra volta...
- Ehi, ciao, come va? Senti c'hai mica un paio di prevendite che ti avanzano? Ho qui i soldi pronti, controlla ci sono tutti!
- Dai cazzo, almeno tu, me ne basta una, si fottano gli altri! Se poi ti vedo alla festa, ti offro da bere! Sì, lo so, è gratis, ma è il gesto che conta!
- Ne hai una? L'hai già venduta? Dalla a me, ti dico dov'è il tizio che vi ha inculato i soldi l'hanno scorso!
Fino a scadere nel patetico.
Peggio, nel Western: si scopre che il mio vicino di banco, che ha seguito me e gli altri due disgraziati nella disperata ricerca, aveva uno di quei cazzo di biglietti che avanzava.
Una fa:
- Io me ne vado, sei uno stronzo.
L'altro:
- Ce la giochiamo a carte?
Io:
- Perché, dato che bari? Finiamola qua e subito!
L'altro ( ma sempre lo stesso di prima), dopo aver sputato una presa di tabacco:
- Ci sto!
Menzogna: è stato epico.
Verità: Nel tentativo di arraffare per primi il foglio, ci siamo scontrati come in un film di Stanlio e Ollio.
Mentre doloranti tentavamo di rimetterci in piedi, la terza è tornata, ha preso il biglietto, ha pagato il mio amico, il tutto senza mai smettere di imprecare.
Devo dargliene atto, ottimi polmoni.
Quindi sono qui ad organizzare la mia vendetta.
L'ora X scatta alle 21.00 di venerdì 30 Dicembre, si accettano consigli, no perditempo.
Tutt'al più, cercherò Cerex in quei di Andalo e vedremo chi dei due è più bravo a mandare in galera l'altro...
Lo ammetto: sono spesso distratto durante storia dell'arte.
Mi perdo parlando del più o del meno.
Mi perdo sfogliando il libro e guardando gli autori che non faremo mai, per mancanza di tempo e buona volontà.
Mi dispiace un po' per Rembrandt e quel suo Aristotele, per Giambattista Tiepolo e per il suo stile che mi ricorda qualcosa, un qualcosa che non riesco ad inquadrare bene.
Mi perdo disegnando cose sul banco, a confrontarle con quelle che ha disegnato il mio vicino, che spesso e volentieri scrive e disegna sul mio, per timore delle lamentele dei bidelli.
Delle volte capita che ne venga fuori qualcosa di bello,
come la foresta fossile di cui avevo parlato alla blogger schizofrenica per eccellenza,
ma le più tante volte ne esce roba del genere.
Io lo lascio fare, sia perché questo mio amico è davvero bravo, ma la sua indole abbastanza da cagasotto ( che poi non capisco, non è una persona timida, ma di fronte a cose minime, un rimprovero di un bidello, chiedere qualcosa ad una segretaria, scappa come un bambino impaurito) lo bloccherebbe, sia perché mi diverto a commentare cosa fa, ad aggiungere qualcosa, a cancellare, a criticare la sua completa incapacità a dare una traccia di tridimensionalità alle sue opere, nonostante l'uso smodato delle ombre.
Delle volte scrivo cose sul block notes, cose che potrebbero essere post, ma che non lo saranno mai, non solo perché spesso e volentieri le perdo.
Mi prendo parecchie note per questo, anche se nel caos che genero in quel metro quadrato filtra sempre qualcosa e alla fine ho sempre un'ottima media in questa materia, aprendo raramente il libro di testo con l'intenzione di studiare, senza mai prendere un appunto.
Boh.
Ecco, se avessi lei come compagna di banco, non disegnerei.
Ma, probabilmente, non cambierebbe il mio livello di attenzione alle lezioni...
Tre giorni fa ho suonato per la prima volta davanti ad un pubblico.
Una sola canzone, Lonely Day dei System Of A Down.
Io suonavo la chitarra elettrica, una parte d'accompagnamento, una di quelle che se non vengono fatte si nota, ma che se si fanno non la sente nessuno.
Le prove erano andate molto bene, ma nel complesso non abbiamo suonato molto bene.
O almeno così diciamo io e gli altri te del gruppo.
Perché i duecento presenti hanno risposto bene, molto bene, fin troppo bene.
Ok, niente lanci di biancheria intima sul palco, ma forse ha pesato l'età media degli ascoltatori, che forse avevano passato un brutto quarto d'ora ai tempi di Woodstock e non volevano ripeterne l'esperienza.
Ma le persone che non sono in quella cerchia ristretta e momentanea formata da chi sta suonando, non si accorgono di cosa succede.
Tu, invece, che hai provato così tante volte da diventare tu stesso incarnazione della canzone, ti accorgi di ogni imperfezione, di ogni piccolo difetto, di ogni corda suonata troppo forte, di ogni anticipo, di ogni accento non abbastanza accentuato e ti accorgi che quel mucchio d'argilla non diventerà mai la persona da cui hai tratto le sembianze.
Ma alla gente piacciono anche le statue, te ne fai una ragione, e anche se l'amaro in bocca di aver perso l'occasione di fare meglio un po' resta, ti rassegni all'idea che sei piaciuto.
L'ho vista un'altra volta, per cui taglierò corto, non vorrei diventare ripetitivo e continuare ad inzuppare questo blog di lagne, di mie divagazioni su quanto cazzo avrei voluto stringerla io come faceva lui ieri sera, di quanto cazzo non riesca a capire se mi fa più fastidio o felice parlarle, di quanto cazzo non riesca comunque a staccarmi da lei, per un motivo o per l'altro.
Porca puttana, ormai questa storia l'ho superata, sapevo già da tempo la situazione, la solidità della stessa.
Ma è inutile negare che mi ha fatto male vederla con i miei occhi.
È inutile come il falso sorriso che ho messo su quando sono stato presentato al fortunato bastardo.
È inutile come le battute che ho buttato giù, per dimostrare che sono "quello simpatico", come lei mi aveva dipinto.
È inutile come me ora che ragiono sul perché lei finisca per parlare di me a tutti, anche a chi, considerati i nostri trascorsi, non le converrebbe parlarne, quando so già che la risposta è semplice: lei parla di tutto a tutti, anche per questo la amavo, perché era logorroica quasi quanto me.
Se dovessi ringraziare tre persone per la loro generosità nei miei confronti, sarebbero: Omar, Balu e Oriano.
Li accomuna l'avermi dato una sigaretta in un momento in cui ne avevo proprio bisogno.
Di Omar ho già parlato, Balu ( della quale, sto provando a ricordare il nome, forse è Valentina; sì, sono un fottuto ingrato) che me ne ha offerta una fatta con le sue mani dopo il concerto, insieme a complimenti immeritati, Oriano mi ha chiesto se volevo fare un paio di tiri di una cosa anch'essa fatta artigianalmente ieri sera, quando mi lo ho incontrato di ritorno da una copiosa pisciata da birra.
Distaccarsi da una droga come le sigarette per darla a qualcuno senza chiedere niente in cambio, senza che ti venga chiesto, solo perché ti sembra che gli serva, per me è un gran bel gesto.
La prova è che se cercate su Google "dare una sigaretta ad un amico",
Non ho idea di quanto ci metterò a finire le "Lettere da Nowhere City", ma credo che prima gennaio la prossima non uscirà.
Non c'entra il Natale, beh non direttamente.
È che questo è il periodo in cui ritrovo la maggior parte di quella dozzina di anime amiche e si ha tempo di qualcosa di più di un saluto andando a lezione.
Boh, magari mi tiro fuori un buco il ventitré, non prometto niente.
Scopro solo ora che ventitré si scrive con l'accento, lasciatemi un po' di tempo per metabolizzare.